Energia elettrica e gas: come cambiare fornitore?

Cambio gestore luce e gas: costi, tempistiche e documenti

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Cambio del fornitore luce e gas: tutto quello che c’è da sapere

Secondo i dati ARERA, nel 2019 sono state il 14.3% delle famiglie italiane a cambiare fornitore di energia. Questa percentuale di switch (termine utilizzato tecnicamente per il cambio fornitore) è in netto aumento: nel 2018 era del 9,1%, ed è aumentata di ben 5,2 punti percentuali in un solo anno. Segno di un mercato maturo, pronto a cogliere le opportunità della concorrenza per risparmiare o per ottenere condizioni di servizio migliori.

La prima cosa che è bene ricordare, nel momento in cui si ha deciso di cambiare tariffa di energia elettrica o di gas, è che tutte le questioni tecnico-amministrative e burocratiche sono a carico del nuovo fornitore. La fornitura di energia non viene interrotta durante la procedura di passaggio da un fornitore all’altro. Il vecchio fornitore deve garantire fino al subentro del nuovo fornitore. Non è necessario cambiare il contatore. Inoltre, l’energia elettrica e il gas che ti arriveranno in casa, sono della stessa qualità. Se si passa al mercato libero dal mercato tutelato, puoi sempre scegliere di tornare indietro.

Il tempo necessario per passare da un fornitore di energia e gas all’altro è di uno o due mesi durante i quali, come si è visto, la fornitura non viene interrotta. Questo intervallo di tempo è dovuto al fatto che il nuovo operatore deve avviare una procedura che richiede quasi un mese di tempo per essere portata a termine. Ad esempio, se avete sottoscritto il contratto il 9 aprile il cambio sarà effettuato all’inizio di giugno. Inoltre, prima del passaggio al nuovo fornitore si effettuerà, da parte del distributore, una lettura del contatore in modo che il vecchio operatore possa emettere l’ultima bolletta con il conguaglio. Questa lettura sarà anche la base di partenza per il conteggio dei consumi con il nuovo operatore.

Il cambio gestore di luce e gas non costa nulla. Gli unici costi a cui si potrebbe andare incontro sono quelli per il bollo o per il deposito cauzionale.

  • Bollo: si tratta di una spesa di 16 euro, di cui solitamente si fa carico il nuovo fornitore
  • Deposito cauzionale: si tratta di una caparra che il nuovo operatore può chiedere al momento della stipula del contratto e che sarà restituito al momento della sua cessazione. A tale somma saranno aggiunti anche gli interessi legali. La somme che potrebbe essere richiesta è:
    • Per il cambio fornitore di gas il valore massimo del deposito cauzionale è di 25 € per consumi fino a 500 metri cubi all’anno o di 77 € per consumi tra 500 e 5.000 metri cubi all’anno.
    • Per il cambio di fornitore di energia elettrica il valore massimo del deposito cauzionale è di 11,5 € a kW di potenza impegnata, una somma paria a circa 34,5 € per famiglia tipo.

Il processo per la richiesta di cambio gestore di energia elettrica e gas è molto facile. È necessario contattare il servizio clienti del nuovo operatore e comunica i seguenti dati:

  • Dati dell’intestatario del contratto: nome, cognome e codice fiscale
  • Dati fornitura: indirizzo e codice POD per l’energia elettrica e PDR per il gas. Il POD è un codice di 14 caratteri indicato in ogni bolletta.
  • Recapito telefonico e/o un indirizzo mail.
  • Codice IBAN per l’eventuale domiciliazione bancaria.

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